Conferenza presso l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna
Conferenza presso l’istituto italiano di cultura di Vienna, promossa dal Professor Andreas Gottsmann, Direttore dell’Istituto Storico Austriaco di Roma, in collaborazione con il Direttore IIC, Dottor Nicola Locatelli, dal titolo “Dalla “inimicizia ereditaria” al rinnovato interesse tra Italia ed Austria” Vienna 25 giugno 2026.
Associazione Nazionale Italia-Austria
INTERVENTO DEL PRESIDENTE dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIA- AUSTRIA,
MIN. PLEN. a r. DOTT. VITTORIO TEDESCHI,
AL CONVEGNO
Von der “Erbfeindschaft” zum neuerwachten Interesse zwischen Österreich und Italien
(Vienna, 25 giugno 2026)
“ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIA-AUSTRIA: UN PONTE TRA DUE PAESI”
Caro Prof. Gottsmann!
Gentile Direttore Locatelli!
Gentili Relatori qui presenti!
Signore e Signori!
Meine sehr geehrte Damen und Herren!
E’ per me un grande privilegio esser stato invitato, quale Presidente dell’Associazione Nazionale Italia – Austria di Roma, a partecipare a questo così importante Convegno ideato dai Direttori dell’Istituto Storico Austriaco di Roma e dall’Istituto Italiano di Cultura di Vienna per approfondire soprattutto il ruolo svolto da eminenti storici italiani ed austriaci dell’epoca inteso a favorire il superamento delle incomprensioni tra i nostri due Paesi legate alla questione alto-atesina e spianare la strada all’adesione dell’Austria all’Unione Europea; obiettivo felicemente conseguito nel 1995.
Proprio in questo contesto va collocata anche l’iniziativa posta in essere per la fondazione nel 1975 dell’Associazione Italia – Austria con la sottoscrizione dell’Atto Notarile del 16 maggio di quell’anno da parte di personalità particolarmente eminenti quali l’Amb. Enrico Aillaud, già Ambasciatore d’Italia a Vienna, iI Prof. Franco Valsecchi, il Prof. Vincenzo Cappelletti, co-fondatore con il Prof. Aldo Ferrabino e primo Direttore nel 1957 della Rivista scientifica interdisciplinare “Il Veltro” nata su iniziativa della Società Dante Alighieri, e dal Sen. Giuseppe Caron. Quest’ultimo, oltre ad essere stato dal 1963 al 1970 prima Sottosegretario e poi Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica in vari Governi, aveva soprattutto ricoperto la carica di Commissario per il Mercato Interno e l’Informazione, assumendo nel suo secondo mandato anche quella di Vice Presidente della Commissione Europea. Era quindi naturale che il Sen. Caron divenisse il primo Presidente dell’Associazione dal 1975 al 1982, mentre l’Amb. Enrico Aillaud ed il Prof. Franco Valsecchi ne divenissero i primi due Vice Presidenti.
Tale iniziativa avveniva peraltro con l’incoraggiamento di ampi settori del Parlamento Italiano e del Ministero degli Affari Esteri. L’art. 2 dello Statuto si poneva come obiettivo quello “di sviluppare le relazioni di amicizia e di cooperazione fra l’Italia e l’Austria in tutti i campi; di assumere o di incoraggiare ogni iniziativa idonea a contribuire a tal fine; di promuovere una maggiore reciproca conoscenza fra i due Paesi, sia in collaborazione con Enti, Istituti, Accademie e personalità austriache ed italiane, sia attraverso attività dirette”.
Inoltre, l’art. 5 prevedeva un’ulteriore significativa apertura con l’inserimento “di diritto” nel Consiglio Generale (corrispondente ad uno Steering Committee) dell’Associazione dei Direttori dell’Istituto Storico Austriaco e del Forum Austriaco di Cultura di Roma, oltre che di un rappresentante dell’Ambasciata nominato dall’Ambasciatore d’Austria.
Per sottolineare l’ampiezza del consenso registratosi attorno all’iniziativa, va ricordato che nei mesi precedenti aderirono con entusiasmo al Comitato Promotore, oltre alle personalità già menzionate, numerosi Parlamentari italiani di primo piano di varia estrazione politica, diplomatici, intellettuali e soprattutto storici del calibro del Prof. Angelo Ara, della Prof.ssa Ada Annoni, del Prof. Rodolfo Mosca, del Prof. Angelo Filippuzzi ed altri ancora nonché lo stesso Amb. Johannes Schwarzenberg, già Ambasciatore d’Austria in Italia.
Al riguardo mette anche conto considerare la serie di Convegni avviata per iniziativa dell’Institut für Zeitgeschichte della Facoltà filosofica di Vienna e dell’Istituto di Studi storici della Facoltà di Scienze politiche di Roma con il coinvolgimento di alcuni fra i più noti studiosi di storia austriaci ed italiani impegnati nel dibattere proprio quei temi che maggiormente avevano determinato in passato polemiche, contrasti e scontri fra le opinioni pubbliche, ma anche fra le scuole storiografiche dei due Paesi, e rendere liberi i due Popoli dal retaggio negativo del passato, tra l’altro utile premessa per la opportuna revisione dei testi scolastici avviata in entrambi i Paesi in proposito. Ricordo in particolare che il Terzo Convegno di Trento del settembre 1976, presieduto come i precedenti due di Innsbruck del 1971 e di Venezia dell’ottobre 1972, dal Prof. Franco Valsecchi, ormai pienamente inserito nell’Associazione quale Vice Presidente, e dal Prof. Adam Wandruszka, ebbe per tema i rapporti fra i due Paesi dalla Pace di Saint-Germain ai fondamentali Accordi bilaterali di Copenhagen del 1969 che valsero a risolvere le residue vertenze riguardanti l’Alto Adige. In dette occasioni particolarmente qualificata fu la partecipazione di storici italiani, alcuni dei quali contribuirono, come di già visto, in quegli stessi anni attivamente al lancio dell’Associazione Italia – Austria.
Infine, non va trascurato che tra i primi Soci dell’Associazione apparivano figure come Giulio Andreotti, Donna Francesca De Gasperi e Giovanni Malagodi, Presidente del Partito Liberale, nonché oltre duecento Soci appartenenti a tutte le categorie e Regioni d’Italia.
Soprattutto in quei primi cruciali anni di attività, il contributo dell’Associazione nella funzione di ponte allo sviluppo di sempre più cordiali rapporti con importanti ambienti austriaci fu in effetti particolarmente significativo.
Non è qui possibile rievocare tutte le innumerevoli iniziative attuate in questo senso. Già nello stesso 1975 si incontrarono a Venezia esponenti dell’Associazione Italia – Austria con la gemella Österreichisch – Italienische Gesellschaft, fondata due anni prima a Vienna per iniziativa di quel Parlamento, per esaminare e risolvere questioni di comune interesse. Incontro al quale seguì quello del 1976 a Vienna, dando avvio ai fraterni periodici contatti di collaborazione tra le due Associazioni. Nel 1977 fu inoltre pubblicato, con la sponsorizzazione dell’Associazione, un numero unico di assoluto rilievo di oltre 500 pagine della già citata Rivista “Il Veltro” tutte dedicate all’Austria, nella quale eminenti personalità italiane della cultura hanno fatto risaltare gli intensi e positivi rapporti storici con l’Italia in tutti i settori dell’attività umana. Alla realizzazione del numero contribuì significativamente anche il diplomatico Italiano Egone Ratzenberger, allora Capo della Segreteria del Sottosegretario agli Esteri, già firmatario dell’Atto costitutivo dell’Associazione, destinato a divenirne il quinto Presidente.
Non vorrei dilungarmi troppo nell’elencare il contributo dato dall’Associazione per favorire sempre più stretti rapporti di amicizia tra Austriaci ed Italiani, ma non posso non ricordare l’importante creazione, a partire dalla metà degli anni ’80, delle tre Sezioni territoriali di Trieste (1985), Trento (1995) e Treviso (1998), rispettivamente competenti per le Regioni Friuli – Venezia Giulia, Trentino e Veneto, più vicine geograficamente all’Austria e quindi più predisposte ai rapporti italo – austriaci, che dettero, tra l’altro, un grande apporto alla moltiplicazione dei gemellaggi tra Comuni Italiani e Comuni austriaci, soprattutto delle Regioni confinanti. Nel 1996 fu inoltre creata una Sezione regionale a Napoli, anche nel ricordo della presenza asburgica in Italia Meridionale (1707 – 1734) ed in Sicilia (1720 – 1734). Si pensa ora ad un Convegno proprio a Napoli focalizzato su tale periodo nella primavera del prossimo anno in collaborazione con l’Istituto Storico Austriaco ed il Forum Austriaco di Cultura di Roma.
L’impegno dell’Associazione volto a favorire i rapporti bilaterali è proseguito negli anni e fino ad oggi innanzitutto con viaggi mirati, che hanno avuto ed hanno come epicentro l’Austria e la c.d. Mitteleuropa o anche località italiane con presenza storica austriaca, come recentemente Parma (ove si ricorda ancora con devozione per i grandi meriti la Duchessa Maria Luisa d’Asburgo – Lorena in una fase storica alquanto problematica), Gorizia (crogiolo di tradizioni italiane, austriache, slovene e friulane) e Caserta per ammirare, oltre alla Reggia, la Mostra, ormai conclusasi, dedicata alle Regine del periodo borbonico, ove emerge, tra l’altro, il ruolo svolto da Maria Carolina d’Asburgo – Lorena nell’apportare una positiva impronta di stampo illuministico al Regno.
L’Associazione continua a promuovere la conoscenza e l’amicizia con l’Austria tra i Soci ed i simpatizzanti anche con frequenti Seminari dedicati ad essa nei più svariati campi: dalla storia moderna alla musica, dalla letteratura all’arte ecc., cercando altresì di valorizzare la grande osmosi prodottasi tra i nostri due Paesi in campo culturale. A questo proposito vorrei segnalare anche l’originale contributo offerto dalla produzione teatrale delle numerose pièces del Socio Vice Presidente onorario Amb. Massimo Spinetti, già Ambasciatore d’Italia a Vienna. Esse riguardano i Congressi di Vienna e di Verona e personalità dell’Impero asburgico nell’Ottocento, con particolare riferimento al Cancelliere Metternich ed a sua nipote Pauline, mettendone in luce aspetti positivi poco conosciuti in Italia.
Infine, va segnalata la recente sponsorizzazione di ben tre CD dedicati a composizioni per solo violino di musicisti italiani ed austriaci, soprattutto del periodo barocco spesso legati alla Corte di Vienna, eseguite magistralmente dalla nota violinista Liliana Bernardi e reperibili anche su varie piattaforme musicali nonché la pubblicazione, in occasione della celebrazione del 50° Anniversario dell’Associazione nel 2025, di una Brochure sulla sua non trascurabile storia pluridecennale. L’Associazione inoltre dispone da tempo di un sito INTERNET (https://www.assitaustria.it),
Ma, sempre per valorizzare l’impegno collettivo italiano ed austriaco degli anni ’70 nel perseguimento di una ritrovata armonia di rapporti, e senza voler naturalmente invadere il campo degli storici qui presenti, vorrei ricordare la visita di Stato effettuata in quegli anni cruciali, e più precisamente nel 1971, dal Presidente federale Franz Jonas al Presidente Giuseppe Saragat ed i colloqui tenuti in quell’occasione anche con l’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti ed il Ministro degli Esteri Aldo Moro.
Si trattava di un evento straordinario, costituendo in assoluto la prima visita di Stato a Roma di un Presidente federale dalla fondazione della Repubblica Austriaca, tra i cui ideatori vanno citati proprio l’Amb. Enrico Aillaud, allora ancora in Sede a Vienna, e l’allora Ministro degli Esteri Rudolph Kirchschlaeger. I colloqui si rivelarono molto cordiali e proficui. Come ricorda l’Amb. Aillaud, “a parte la cornice delle cerimonie ufficiali, ciò che più impressionò gli illustri ospiti austriaci, e particolarmente il Presidente Jonas, fu l’affettuosa spontaneità delle accoglienze popolari, degli applausi, delle grida inneggianti alla amicizia italo – austriaca ed infine, le molte, moltissime vetrine di negozi, compagnie ed uffici pubblici che tenevano in bella mostra la fotografia del Presidente Jonas“. Sempre l’Amb. Aillauld sottolinea anche che tutto questo ebbe un immediato effetto positivo maggiore di quanto da lui stesso sperato sulla popolazione tirolese al di qua ed al di là del Brennero. Ciò dimostra come nelle nostre democrazie, se i Governanti non possono non tener conto dei sentimenti delle loro opinioni pubbliche, è pur vero che essi possono a loro volta incidere spesso efficacemente sugli orientamenti delle medesime.
Del resto voglio concludere sottolineando come gli eventi negativi tra Impero Asburgico ed Italia furono, a mio avviso, l’inevitabile portato delle “forze profonde” della storia di cui parla lo storico francese Pierre Renouvin, messe in moto nel caso specifico dall’Illuminismo e poi dalla Rivoluzione francese, che indussero tanti popoli europei a voler riaffermare una propria specifica identità nazionale, contrapponendosi ad una realtà statuale che aveva innegabilmente avuto i suoi grandi meriti storici ma non era più al passo con l’evoluzione politica del tempo. Io credo pertanto veramente che nei rapporti italo – austriaci, oggi improntati ad una piena collaborazione, sia giusto valorizzare il grande contributo fornito all’evoluzione della civiltà europea in tutti i campi dall’inestricabile rapporto stabilitosi nei secoli tra Italiani ed Austriaci.
Un grazie particolare voglio infine rivolgere ai Direttori dell’Istituto Storico Austriaco di Roma e dell’Istituto di Cultura Italiano di Vienna per aver fornito con questo Convegno l’opportunità di attualizzare il grande apporto offerto da quegli anni decisivi all’amicizia tra Italia ed Austria.






